Abstract: | Nel regime repressivo austriaco instauratosi progressivamente dopo il Congresso di Vienna, la fede risorgimentale del giovane Antonio Toaldi si nutre degli esempi eroici dei moti romagnoli e dei fratelli Bandiera. Il saggio delinea i tratti della personalità e della vita dell’illustre scledense, a partire dall’antica famiglia di origine e dal clima politico in cui muove i primi passi. Nato nel 1826, ancora studente universitario aderisce attivamente ai moti del 1848. Il 25 aprile combatte con i fratelli Arnaldo e Clemente Fusinato e altri 300 cittadini al Pian delle Fugazze;un mese dopo partecipa alla difesa di Vicenza, attaccata dal generale Radetzki. Si laurea a Padova nel 1850, ma per fuggire dalle persecuzioni austriache ripara in Piemonte e si affilia alla “Giovane Italia” di Giuseppe Mazzini, su incarico del quale si reca nell’inquieta Ungheria. Catturato dagli austriaci a Semlino viene condannato alla fucilazione, pena poi definitivamente commutata in cinque anni di duro carcere che compromettono la sua salute. Le vicissitudini continuano anche dopo il rientro in Italia, nel 1857, dapprima a Udine e poi a Torino. Nel 1866 è a Salò, dove organizza come comandante del deposito dei “Cacciatori del Garda” i volontari garibaldini. Nell’Italia postunitaria continua il suo impegno civile e politico, come parlamentare, per dieci legislature, fine alla morte. Una lapide sulla casa natale e una via di Schio a lui intitolata, ne tengono ancor oggi viva la memoria. |