Abstract: | Il rinvenimento avvenuto a più riprese di armi antiche e di manufatti recanti loro rappresentazioni, nel territorio dell’alto vicentino e in particolare del bacino del Leogra Timonchio, offre lo spunto per condurre un’indagine sul significato delle armi nel mondo antico. Il ritrovamento di tre asce a Santorso, nella grotta di Bocca Lorenza, appartenenti al periodo eneolitico (III millennio a. C.) ma ampiamente in uso fino al I millennio a.C., offre lo spunto per approfondire il valore simbolico delle armi nel mondo greco e romano. La Spada Tarquinia, rinvenuta nel Torrente Astico a Montecchio Precalcino, risalente al IX-VIII secolo a. C., probabilmente abbandonata, induce all’analisi del significato dell’abbandono delle armi nel mondo greco e latino. Le lamine votive del santuario preromano e romano di Piazzetta San Giacomo di Vicenza, appartenenti a tre distinte fasi tra il 450 e il 50 a.C. consentono una lettura evolutiva delle armi romane, in particolare dell’elmo, dello scudo e della lancia e dell’armatura. La lettura viene completata con una ricognizione lessicale ed un’analisi etimologica del vocabolario militare, che in parte palesa origini agresti. Lo studio prosegue con alcune valutazioni sul rinvenimento, nel 2006, del Marte argenteo di Monte Summano e ad una sua rilettura alla luce del disco bronzeo, rinvenuto a Marostica nel 2003, rappresentante figure militari maschili. La sezione conclusiva del lavoro propone una riflessione sul significato e sul valore di guerra e pace nel mondo antico. |