Abstract: | Bortolo Pento nasce l'8 dicembre 1914 a Venezia, il padre era originario di Marano ed era carabiniere, mentre la madre era salernitana. Si trasferisce a Marano e nel 1942 sposa Nerina Marini. Aderisce al movimento antifascista "Partito Socialista Rivoluzionario Italiano". Egli fu un professore di liceo, prima negli istituti di Este, poi di Adria e Rovigo. Molte sono le testate in cui possiamo trovare gli interventi di Pento: "La fiera letteraria" e " Realtà". Le sue pubblicazioni più rilevanti sono quelle sui poeti Salvatore Quasimodo e Alfonso Gatto. Inoltre coltiva una vocazione poetica. Bortolo Pento nelle sue poesie non parla mai esplicitamente di Marano, in sedici libricini di poesia e uno di prosa memoriale non appare mai la parola "Marano". L'Alto vicentino di Pento è un disegno della memoria. La lirica tratta dalla prima opera "Terreno canto", pubblicata nel 1940, racconta in uno stile ottocentesco il lavoro nei campi. Il poeta non parla di sé ma degli altri e Marano, oggetto di questa lirica, non viene nemmeno nominata. Traspare la nostalgia di Pento per i luoghi della sua giovinezza, questo sentimento si percepisce anche nei testi "Fu", "Unico", "Quel tempo". Conoscere Bortolo Pento ha permesso di scoprire alcuni testi poetici ingiustamente dimenticati, ma anche di far luce su quello che doveva essere l'ambiente intellettuale della provincia vicentina negli anni Trenta del Novecento. |